ORTODONZIA

La branca odontoiatrica che si occupa di spostare i denti per creare un occlusione ottimale e un sorriso armonico si chiama Ortodonzia.

Quando mettere l’apparecchio?
Si riconoscono 4 tempistiche di intervento:

Intervento precocissimo (6 anni): si attua quando ci sono gravi abitudini viziate e quando esistono precontatti dentari che comportano degli slittamenti mandibolari : la terapia va attuata il prima possibile per non indurre delle crescite scorrette delle ossa.

Intervento precoce ( 8-10 anni) : si esegue una vera e propria terapia ortopedica sulle ossa del cavo orale in modo da correggere una crescita sbagliata delle ossa mascellari.

Intervento 12 anni: si esegue la classifica terapia ortodontica fissa per la correzione delle mal occlusioni dentarie e dell’allineamento.

Intervento in adolescenza o negli adulti : si esegue una classica terapia ortodontica con il tipico apparecchio ortodontico fisso estetico oppure con le mascherine Invisalign

Quali tipi di trattamento ortodontico esistono?
si distingue classicamente una ortodonzia intercettiva (detta anche ortopedia intercettiva) ed una ortodonzia fissa.

L’ortodonzia intercettiva utilizza apparecchi funzionali-ortopedici, si attua in età precoce (7-10 anni) ed ha lo scopo di correggere le anomalie di crescita delle ossa mascellari sui quali sono posizionati i denti;

L’ortodonzia fissa si attua dai 12 anni in poi, a fine crescita e negli adulti ed ha lo scopo di correggere tutte le anomalie di posizione dei denti: si possono utilizzare o il classico apparecchio ortodontico fisso con i bracket (in ceramica o acciaio) oppure le mascherine trasparenti.

Come riconoscere le malocclusioni dei denti?
Schematicamente si possono riconoscere diversi tipi di malocclusione:

I° CLASSE: si ha un corretto rapporto tra mascellare e mandibola; il problema è legato solo ad affollamenti o rotazioni dentarie.

II° CLASSE: il mascellare superiore è troppo avanti oppure la mandibola troppo indietro.

III° CLASSE: la mandibola è posizionata troppo avanti oppure il mascellare troppo indietro.

MORSO APERTO: in occlusione i denti posteriori vengono a contatto mentre quelli anteriori rimangono distanziati.

MORSO PROFONDO: in occlusione gli incisivi superiori coprono eccessivamente quelli inferiori.

MORSO INCROCIATO: può essere mono o bilaterale; in occlusione alcuni denti superiori rimangono più all’interno dei rispettivi inferiori.

AFFOLLAMENTO DENTARIO: i denti rimangono tra loro sovrapposti perché l’osso di supporto è piccolo oppure i denti troppo larghi.

Che tipi di apparecchi ortodontici esistono?
gli apparecchi ortodontici sono principalmente di 3 tipi:

Apparecchi funzionali-ortopedici: si mettono nelle fasi precoci di trattamento e permettono di correggere le anomalie di crescita delle ossa mascellari sui quali sono posizionati i denti.

Apparecchi fissi con bracket in ceramica od acciaio: è il classico apparecchio con i bracket (o stelline come li chiamano i ragazzi) posizionati su ogni singolo dente: essi permettono di allineare in modo preciso i denti nelle loro corrette posizioni in modo da garantire una corretta occlusione dentaria ed un sorriso perfetto. Per gli adolescenti e per gli adulti esistono le terapie fisse estetiche in ceramica per garantire la migliore estetica e confort al paziente

Mascherine trasparenti (tipo Invisalign) Grazie ad una tecnologia innovativa, vengono realizzate una serie di mascherine sottili, elastiche, quasi invisibili in una speciale resina trasparente, che, applicate sulle arcate dentarie, consentono di spostare i denti nella posizione desiderata.

A che cosa serve la contenzione finale?

La contenzione finale è un dispositivo che ha la funzione di stabilizzare e mantenere i denti nella posizione acquisita dopo la terapia ortodontica permettendo alle strutture ossee, ai muscoli ed ai denti di adattarsi e stabilizzarsi in questa nuova situazione.
La scelta del tipo di dispositivo di contenzione è fondamentale per il mantenimento del risultato nel tempo ed è frutto di una attenta analisi della storia clinica da parte dell’ortodontista.
La durata della contenzione inoltre è variabile da paziente a paziente in funzione dell’età e della gravità della disarmonia dentale e scheletrica.

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